Un arresto di massa, vergogna nazionale
3 dicembre 2013 – 2:42 am | Nessun commento

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Appello ai “nipotini di Nesta”

Inserito da il 6 giugno 2013 alle 11:16 amNessun commento

nesta_1015300sportal_newsE’ cavaliere al merito della Repubblica italiana dal 2000, è collare d’oro al merito sportivo dal 2006, è ufficiale al merito della Repubblica, nonostante tutte queste onorificenze Alessandro Nesta non si è peritato di dare una testata al suo avversario, durante una partita del campionato canadese.

Ha fatto come Zidane, a qualcuno verrà da pensare. Lo scarso crinito campione transalpino non seppe resistere alla provocazione di Materazzi e fece uguale, scegliendo la strada più corta verso la giustizia “fai da te”. Ma almeno si era nella finale di coppa del mondo. Lo stress non poteva essere lo stesso. Il Montreal Impact  (la squadra dove milita Nesta) affrontava il Kansas City in uno dei campionati più modesti al mondo. Ebbene Claudio Bieler (del Kansas City) ha cercato di pestargli una mano, dopo uno scontro di gioco. Lui, sotto il peso delle sue onorificenze civili e sportive (è stato anche campione del mondo nel 2006) si è rialzato, ha cercato con ferocia l’avversario e dall’alto dei suoi cento ottantasette centimetri non ha avuto dubbi  e ha inferto  una iraconda zuccata: che pena.

E’ chiaro che ogni giocatore è legittimato nel cercare il modo più conveniente di chiudere la propria carriera; è legittimo che ognuno possa cercare di fare soldi dove più gli è possibile;  è  vero che pecunia non olet ma ogni professionista  dovrebbe curare la propria immagine. Specie in certi Paesi dove il calcio è emergente, la missione di certi calciatori (quasi ex ormai) dovrebbe essere quella di promuovere il loro sport. Certo sarebbe bello che propagandassero i valori etici del gioco che gli ha dato benessere notorietà.  Soprattutto, però, gli dovrebbe essere vietato di pubblicizzare la parte più brutta del pallone. Invece Nesta, come Zidane, come Delio Rossi  e come altri antepongono il proprio particolare all’interesse del movimento. E ai ragazzi mostrano il peggio di sé. Ma loro, i ragazzi, sapranno evitare il rischio di diventare “i nipotini di Nesta”?

Massimo Sandrelli

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