Un arresto di massa, vergogna nazionale
3 dicembre 2013 – 2:42 am | Nessun commento

Quando una tifoseria, in trasferta all’estero, finisce per essere arrestata dalla polizia; quando 149 tifosi vengono accusati di aver messo in atto violenze; quando 22 di questi vengono mantenuti sotto chiave e probabilmente finiranno sotto …

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E’ MORTO STEFANO BORGONOVO

Inserito da il 28 giugno 2013 alle 11:33 amNessun commento

borgonovo-baggio (da repubblica.it)

ROMA – Lutto nel mondo del calcio. E’ morto Stefano Borgonovo, ex giocatore di Como, Milan, Pescara e Fiorentina. Aveva 49 anni e da tempo era malato di Sla. Lascia la moglie Chantal e i figli Andrea, Alessandro, Benedetta e Gaia. Borgonovo nel settembre 2008 aveva annunciato di essere malato di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che ha colpito vari sportivi, ed essere ormai in grado di comunicare solo grazie ad un sintetizzatore vocale. Nacque allora la fondazione che porta il suo nome, una onlus che sostiene la ricerca contro la Sla.
Negli ultimi anni è stato per tutti l’esempio della lotta alla Sla, la sclerosi laterale amiotrofica. Nel 2005 i primi sintomi della malattia, poi nel 2008 l’annuncio pubblico e la creazione della Fondazione Onlus che porta il suo nome. Stefano Borgonovo per molti, però, è stato qualcosa di più di un semplice ex giocatore colpito da una malattia incurabile, è stato un campione di vita dentro e fuori dal campo.
IN COPPIA CON ROBERTO BAGGIO – Nato a Giussano il 17 marzo del 1964, attaccante di razza, Borgonovo fa il suo esordio non ancora maggiorenne in serie A il 14 marzo del 1982 con la maglia del Como in un match contro l’Ascoli. Con i lariani resta nei due anni successivi in B, prima di passare nel ’84 alla Sambenedettese dove si mette in mostra andando a segno in 13 occasioni. Nella stagione ’85-’86 torna nuovamente al Como, di nuovo nella massima serie, dove realizza 10 reti in 29 presenze meritandosi la chiamata che tanto aspettava, quella del Milan che, però, ha altri progetti per lui. Lo lascia al Como “per farsi le ossa” e nel 1988 lo gira in prestito alla Fiorentina dove esplode al fianco di Roberto Baggio. In viola Stefano forma, insieme al “Codino”, quella che diventerà la “B2″, una coppia da 29 gol, quasi la totalità di quelli messi a segno (44) dalla formazione toscana in tutta la stagione. Numeri che permettono a Borgonovo di vestire finalmente la maglia del Milan nella stagione in cui i rossoneri vincono la Supercoppa Europea, la Coppa Intercontinentale e  la Coppa dei Campioni.

PROTAGONISTA ANCHE NEL MILAN - Con il trio degli olandesi titolari inamovibili e con un certo Marco Van Basten come faro della squadra, Stefano riesce comunque a mettersi in mostra in una stagione che chiude con appena 23 presenze. A incidere pesantemente sul suo scarso impiego fu un grave infortunio al ginocchio che ne condizionò l’intera annata. In rossonero Borgonovo segnò sei reti (2 in campionato, due in coppa Italia e due in Coppa Campioni) la prima delle quali all’esordio in campionato contro il Cesena. Al rientro dal lungo stop, Stefano diede un importantissimo contributo al successo in Europa del Milan. Nella semifinale di Coppa Campioni contro il Bayern Monaco il Diavolo passò in casa per 1-0 grazie a un rigore procurato proprio da Borgonovo, mentre al ritorno segnò ai supplementari la rete in trasferta che, nonostante la sconfitta per 2-1, portò in finale gli uomini di Sacchi.

IL RITORNO A FIRENZE - Nell’estate del 1989 Borgonovo torna nella sua amata Firenze con la squadra che nel frattempo era stata acquistata da un abile imprenditore, Mario Cecchi Gori, che come primo colpo di mercato annuncia proprio il ritorno del figliol prodigo, costato alle casse viola 8 miliardi di lire, il doppio rispetto a quanto lo aveva pagato il Milan dal Como. Al ritorno, però, non c’è più l’amico Baggio, passato nel frattempo alla Juventus e le sue prestazioni calano drasticamente: in due stagioni, infatti, mise a segno solo 7 reti tra campionato e coppa Italia in 42 presenze. Nel ’92 decide così di trasferirsi al Pescara dove va in rete 9 volte, ma a fine stagione retrocede in B. Nel campionato cadetto a livello realizzativo va anche peggio: 7 presenze, 2 reti, così nel mercato di gennaio torna nella massima serie, per la precisione a Udine, dove realizza 5 reti in 12 partite, tra cui la sua ultima doppietta in A nella sfida salvezza con la Cremonese, finita poi 3-3, che non basta per evitare la sua seconda retrocessione consecutiva. Nel ’94 passa a Brescia, prima di rientrare a Udine dove chiude la sua carriera da calciatore restando senza gol per ben due anni.

LA LOTTA CON LA MALATTIA - Tra il 1985 e il 1989 Borgonovo ha poi vestito la maglia della nazionale passando dall’Under21 (3 presenze, un gol), all’U23 (2 convocazioni), fino alla nazionale maggiore (3). Nel 2000 iniziò da Como la sua carriera da allenatore dei settori giovanili, poi nel 2005 l’addio a tutto quello che era il mondo del pallone. Nel 2008 l’annuncio della malattia e da quel momento ha inizio la sua battaglia con la Sla, la “Stronza” come la chiamava, una battaglia condotta attraverso la fondazione che porta il suo nome e che negli anni ha potuto contare sull’appoggio di tanti campioni.

ITALIA CON IL LUTTO AL BRACCIO - L’Italia è scesa in campo nella semifinale di Confederations Cup con il lutto al braccio. La Fifa ha detto no al minuto di silenzio. IL RICORDO DI MAURO - ”Povero Stefano, hai finito di soffrire”, ha detto all’Ansa Massimo Mauro, ex calciatore e amico di Borgonovo, che aveva contribuito alla crescita della fondazione Borgonovo.

IL SALUTO DEL MILAN - “Ciao Campione! Voleremo sempre con te sotto la pioggia di Monaco di Baviera. Anche nella malattia sei stato grande”, il messaggio pubblicato dal sito internet del Milan. “Il campione di Giussano resterà sempre con noi. La sua scomparsa di oggi ci fa stringere alla moglie Chantal e ai figli Andrea, Alessandria, Benedetta e Gaia, una splendida famiglia. Forza e dignità, tutto questo è stato Stefano e tutto questo sono stati i suoi cari. Contro la Sla, contro la “stronza”, Stefano e il Milan hanno fatto tutto quello che potevano, la partita per questa volta l’ha vinta lei ma tanti gol glieli abbiamo fatti. Tutta Fondazione Milan ha lavorato e lavorerà ancora con Chantal, per fare ancora di più oggi che Stefano non sarà più fisicamente con noi. L’eroe di Monaco di Baviera (suo il gol decisivo per la qualificazione alla Finale di coppa dei Campioni del 1990 contro il Bayern), è diventato un esempio di vita. Tutte le visite di Roberto Baggio, di Pippo Inzaghi, di David Beckham, di tanti altri non sono state inutili. Sono state vita. Vita vera, vita sentita e vissuta. Fino in fondo. Ciao Stefano! Ciao Caro! Sempre con Te!”.

LA FIORENTINA: ”ESEMPIO DI SERENITA”’ - “Stefano  è  stato e continuerà ad essere un esempio per il coraggio, la tenacia e la  serenità con cui fino all’ultimo ha combattuto la sua malattia sul  campo e vorremmo ricordarlo sempre con lo stesso sorriso e la serenità  che ci ha trasmesso in occasione del nostro incontro a Firenze, in una  indimenticabile serata”, scrive il presidente  della Fiorentina Andrea Della Valle che esprime “profonda commozione”  per la morte di Borgonovo insieme alla dirigenza ed a tutta la  Fiorentina.

COMO: ”SE NE VA PEZZO STORIA” - “E’ difficile scrivere qualcosa di adeguato quando un pezzo di storia azzurra se ne va; quando un campione di umanità, di forza e di coraggio lascia il campo di battaglia. Oggi questo è successo: Stefano Borgonovo, indimenticato campione azzurro, beniamino di tutti gli amanti del calcio è deceduto oggi pomeriggio”, scrive il Como calcio. “Alla moglie Chantal, ai figli Andrea, Alessandra, Benedetta e Gaia – si legge ancora – vanno le più sentite e commosse condoglianze da parte della proprietà, della dirigenza e dai collaboratori tutti della società Calcio Como. Ciao Stefano sei e resterai nei cuori di tutti noi”.

GATTUSO: “CI HA REGALATO LEZIONI DI VITA” - “Ci lascia una persona che negli ultimi anni ha regalato a tutti noi lezioni di vita da non dimenticare: i suoi insegnamenti continueranno però a vivere attraverso la sua fondazione, che continuerà ad impegnarsi per rendere migliori le condizioni delle persone affette da questa malattia”. Questo il ricordo del tecnico del Palermo, Rino Gattuso.

ANCELOTTI E BAGGIO – Su twitter il messaggio di Carlo Ancelotti: “Grazie per l’insegnamento che hai dato a tutti noi. Ciao Stefano, amico mio”. Commosso anche il saluto di Roberto Baggio: ”Ciao Stefano, Eroe”. Ricorda Borgonovo il sindaco di Firenze, Matteo Renzi: “Con Borgonovo ci lascia un campione, un amico, ma soprattutto un grande Uomo. Un abbraccio a Chantal, Andrea, Alessandra, Benedetta e Gaia”.

LA FIORENTINA: ”ESEMPIO DI SERENITA”’ - “Stefano  è stato e continuerà ad essere un esempio per il coraggio, la tenacia e la serenità con cui fino all’ultimo ha combattuto la sua malattia sul campo e vorremmo ricordarlo sempre con lo stesso sorriso e la serenità che ci ha trasmesso in occasione del nostro incontro a Firenze, in una indimenticabile serata”. E’ quanto afferma in una nota – il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle che esprime “profonda commozione” per la morte di Borgonovo insieme alla dirigenza ed a tutta la Fiorentina. “Diego e Andrea Della Valle e la società viola – prosegue la nota – si uniscono al cordoglio di tutto il calcio italiano e si stringono con affetto alla moglie Chantal, ai figli Andrea, Alessandra, Benedetta, Gaia e a tutta la famiglia Borgonovo in questo momento di grande dolore”.

(27 giugno 2013)              ©

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