Un arresto di massa, vergogna nazionale
3 dicembre 2013 – 2:42 am | Nessun commento

Quando una tifoseria, in trasferta all’estero, finisce per essere arrestata dalla polizia; quando 149 tifosi vengono accusati di aver messo in atto violenze; quando 22 di questi vengono mantenuti sotto chiave e probabilmente finiranno sotto …

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Bartali è tra i “giusti”

Inserito da il 23 settembre 2013 alle 6:18 pmNessun commento

FIRENZE – GBartaliino è stato dichiarato «Giusto tra le nazioni» da Yad Vashem, il sacrario della Memoria di Gerusalemme.La decisione, pubblicata sul sito dell’organizazione, riconosce l’impegno di Bartali a favore degli ebrei perseguitati in Italia. Una scelta«che commuove Firenze – commenta il sindaco Matteo Renzi – è il più bel regalo alla città ed il modo più serio di dare un senso ai Mondiali di ciclismo. «Nella bici di Bartali le carte della libertà per gli ebrei perseguitati: pure oggi le bici a Firenze siano strumento di fraternità e pace» scrive in un tweet il Cardinale Giuseppe Betori. Bartali, «un cattolico devoto, nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio i cui leader sono stati il rabbino di Firenze Nathan Cassuto e l’Arcivescovo della città cardinale Elia Angelo Dalla Costa». Yad Vashem ha infine annunciato che in onore di Bartali si terrà una cerimonia in Italia in una data ancora da stabilire.

Il riconoscimento arriva proprio durante i Mondiali di ciclismo in Toscana: «Come toscano, mi sembra particolarmente bello che questa notizia arrivi proprio ora – dice Enrico Rossi, presidente del Regione Toscana – Un riconoscimento che premia il coraggio civile di uno dei più grandi uomini di sport della storia italiana». «Il ciclismo in Toscana- dice Renzi – è un’esperienza di vita e ha formato uomini, oltre che campioni, come Bartali che rischiava la pelle per salvare gli ebrei. Abbiamo voluto qui i mondiali pensando a figure come lui, perchè rende esplicito che nono sono solo una competizione sportiva ma per Firenze l’occasione di affermare la propria identità di valori. Bartali – ha poi detto Renzi – diceva che era ‘tutto sbagliato tutto da rifarè, ma poi si metteva al lavoro. Era un brontolone col cuore grande, come tutti i fiorentini».

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