Un arresto di massa, vergogna nazionale
3 dicembre 2013 – 2:42 am | Nessun commento

Quando una tifoseria, in trasferta all’estero, finisce per essere arrestata dalla polizia; quando 149 tifosi vengono accusati di aver messo in atto violenze; quando 22 di questi vengono mantenuti sotto chiave e probabilmente finiranno sotto …

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Milan a porte chiuse, Galliani s’arrabbia ma lui dov’era?

Inserito da il 8 ottobre 2013 alle 5:44 pmNessun commento

imagesCAZ0265VIl Milan è stato condannato a giocare il prossimo turno di campionato contro l’Udinese a porte chiuse, a causa di cori di discriminazione territoriale. A leggere una notizia del genere, uno si chiede: che vuol dire? Che cos’è la discriminazione territoriale? E come la si raffigura?

Per carità è sempre giusto perseguire le manifestazioni di inciviltà o le barbarie pur anche solo verbali. Ma la discriminazione territoriale ci lascia perplessi. L’Italia è un Paese fatto di centomila campanili. La rivalità fa parte del nostro dna. E irridere l’avversario è una delle pratiche più antiche della nostra cultura. In certi casi questa rivalità fa storia, leggenda quasi. Nel calcio, come nella vita, i derby sono la più fantastica delle occasioni per dar sfogo alla propria creatività contro gli altri, i “nemici del giorno”. E’ sempre stato così. Cristiano Militello, uno dei più bravi umoristi che si occupa di calcio, ha fatto fortuna con un libro che raccoglieva tutti gli striscioni stadio più significativi. E il titolo di quel libro fu: “giulietta tu si’ ‘na zoccola…”  La contesa era nata tra la tifoseria del Verona e quella del Napoli. Apparve un primo striscione dei tifosi veneti che inneggiavano al terremoto che aveva colpito la città partenopea. Di rimando i tifosi napoletani decisero di replicare colpendo uno dei simboli di Verona, quella Giulietta che William Shakespeare aveva immortalato tra i suoi capolavori. Il linguaggio di stadio si è sempre concesso “licenze” di dubbio gusto ma è un linguaggio che si esplica attraverso il paradosso.

Torniamo alla discriminazione territoriale. E’ un concetto che la Federcalcio sostiene di aver mutuato dai regolamenti Uefa. Ciò non basta, però, a chiarire se il principio non sia peggiore del male. Letteralmente si dovrebbe sostenere che bisogna vietare a taluni di fare cori contro altri di diversa appartenenza geografica. Allora, gli insulti tra torinisti e juventini, quelli tra milanisti e interisti, o doriani e genoani, o laziali e romanisti resteranno impuniti? Se la discriminante è il territorio ne deriva che le contumelie tra diversità all’interno di uno stesso confine sono ammesse?  Il Vernacoliere è un periodico satirico livornese dove si celebra a tempo pieno “discriminazione territoriale” contro pisani e fiorentini. Potrebbe essere additato come il manifesto ideologico dei rivoltosi?

Si ha l’impressione che l’imperizia di certi soloni induca a partorire norme demagogiche che, sia pure nell’intenzione di far bene, finiscono per fare peggio del peggio. Il male è che i “padroni del vapore” se ne occupano solo quando certe pensate finiscono per riguardare loro direttamente. Ecco che Adriano Galliani ha aperto una campagna contro il nuovo “reato sportivo”. A lui si stanno accodando in molti. Ma tutti loro dove erano quando si è fatta questa bella pensata?

Perseguiamo il razzismo, combattiamo la violenza, sia verbale che fattuale, incoraggiamo la cultura dello sport, esaltiamo i valori dello spirito olimpico mai “mercanti nel tempio” continueranno a pensare solo e soltanto al loro mercato.

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