Un arresto di massa, vergogna nazionale
3 dicembre 2013 – 2:42 am | Nessun commento

Quando una tifoseria, in trasferta all’estero, finisce per essere arrestata dalla polizia; quando 149 tifosi vengono accusati di aver messo in atto violenze; quando 22 di questi vengono mantenuti sotto chiave e probabilmente finiranno sotto …

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Un arresto di massa, vergogna nazionale

Inserito da il 3 dicembre 2013 alle 2:42 amNessun commento

Quando una tifoseria, in trasferta all’estero, finisce per essere lazio tifosiarrestata dalla polizia; quando 149 tifosi vengono accusati di aver messo in atto violenze; quando 22 di questi vengono mantenuti sotto chiave e probabilmente finiranno sotto processo, allora non basta più porsi delle semplici domande. Facile sarebbe sbrigare l’argomento gridando all’ingiustizia o invocando vittimismo. Sarebbe un errore o di più è come essere solidali con chi pratica il mestiere “fuorilegge” del vandalo da stadio. La rabbia è un diritto di chi soffre, di coloro che intendono ribellarsi all’arroganza di un qualsiasi potere. Il calcio, però, non può né deve essere la palestra per celebrare questa folle rivolta. Il calcio nasce come sport e si porta dietro tutta la nobiltà delle sue origini. Molti si impegnano per  imbastardirlo, per trasformarlo in un malcostume, con la scusa che è lo specchio della vita sociale. Chi vuol abitare questo pianeta deve, sempre e comunque, rispettarne i principi, che sono ancora più importanti delle sue leggi.

Un arresto di massa non può mai essere confuso con un errore giudiziario. Sacco e Vanzetti si rivolterebbero nella tomba. Una comitiva il cui bagaglio contiene accette, mazze, coltelli e altre armi improprie, non può essere  considerata un semplice gruppo di tifosi. C’è di più, molto di più. Fa bene il ministro degli Esteri a dimostrare il suo interessamento. Ma chi provvederà a riscattare la pessima caduta d’immagine che l’Italia del calcio ha subìto per colpa di questi disgraziati? Il presidente del Coni nicchia, il presidente federale si nasconde dietro luoghi comuni, non uno che si prenda la briga di denunciare senza peli sulla lingua la gravità di un fatto come quello di Varsavia. E poi ci si scandalizza se i bambini invitati allo Juventus stadium, si divertono urlando cori di merda.

 

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